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Vendemmia 2008: un anno di soddisfazioni

Come è stata, qual è il giudizio definitivo sulla vendemmia 2008? Le previsioni e i primi dati sono stati pubblicati da diversi istituti di ricerca e dagli organi d’informazione dall’inizio dell’estate sino ai giorni scorsi. Ma per Santa Margherita, che rappresenta un “mosaico enologico” attivo in quattro regioni fondamentali, “bandiera” del vino italiano – Veneto, Trentino-Alto Adige, Toscana e Sicilia – come è andata? Loris Vazzoler è a capo dello staff di enologi di Santa Margherita. Nelle ultime settimane ha coordinato e seguito le vendemmie in tutta Italia. Il suo, insomma, è un giudizio di primissima mano.

“Il quadro è ovviamente variegato – spiega – e muta da realtà a realtà. Ci sono state situazioni molto differenti fra loro e non si può dare un giudizio assoluto: non si può dire che “è stata un’ottima annata” così come sarebbe sbagliato definirla un “disastro”. La verità quest’anno è molto più frammentata e in molti casi sarà stata la bravura degli agronomi in vigneto, nel corso di tutta un’annata, a determinare il risultato complessivo”.

Proviamo allora a partire dalla situazione nel Nord Italia. E’ vero che le quantità sono ulteriormente calate?

“Sì. Al nord siamo partiti con una stagione non facile: il meteo non ha aiutato in momenti importanti della vita delle piante come il germogliamento e la fioritura. La situazione è però a macchia di leopardo: ci sono realtà che hanno avuto problemi di maturazione ed altre dove tutto invece è filato per il meglio. Ma chi ha seguito con cura i vigneti si trova con vendemmie di qualità migliore del 2007 che pure era di alto livello. Abbiamo ottimi dati in Sud Tirolo, lungo la valle dell’Adige e nella zona del Prosecco. Nel Veneto Orientale, poi, ci sono i presupposti per vini di alta qualità, la maturazione delle uve è stata più lenta e prolungata e ci attendiamo grandi cose. Quanto ai volumi: sì, il Settentrione conferma anche quest’anno una riduzione delle quantità prodotte, con alcune punte molto significative di ribasso”.

 

Dal Nord al Centro: in Toscana – dove ci sono tre tenute Santa Margherita – qual è la situazione attuale?

“Dal punto di vista dei volumi la contrazione c’è ed è inutile nasconderlo. Ma Madre Natura ci ha ricompensati con una qualità eccezionale. Registriamo una omogeneità di maturazione, le piante non sono stressate, hanno lavorato bene sino alla completa maturazione dei frutti, la situazione meteorologica e l’escursione termica sono ideali. Se continua così, sarà un’ottima annata. Di volumi inferiori, ma di altissima qualità”.

 

Dal Sud arriva un salvagente per i volumi prodotti. E la qualità?

“Per noi Sud significa Sicilia e siamo davvero soddisfatti. L’annata è eccezionale, mettete voi quante stelle volete, ma è davvero al top. Il meteo ha favorito lo sviluppo armonico delle piante e non è arrivato a luglio il vento di scirocco dall’Africa che negli anni scorsi aveva quasi “cotto” con le sue alte temperature i grappoli d’uva. Quest’anno in cantina sono invece arrivati grappoli perfetti nella loro maturazione e ci attendiamo vini di freschezza e fragranza maggiori rispetto al passato. La Sicilia si conferma insomma non soltanto come realtà “generosa” ma come un vero e proprio serbatoio di eccellenza per il vino italiano”.

 

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