Sosteneva Goldoni che la letteratura in genere e il teatro in specie dovevano, sì, istruire ma, cosa non meno importante, dovevano suscitare diletto. Per questo secondo aspetto Goldoni insisteva sull'universale comprensione del testo, il quale doveva riuscire a parlare, pur nei vari e diversi strati della sensibilità umana, a tutti e per farlo era necessario capire "che, sopra del meraviglioso, la vince nel cuor dell'uomo il semplice e il naturale". E' un appello a scrivere cose vere, a cercare nel grande libro del mondo i temi che aiutano l'uomo nella fatica di vivere. Goldoni centrava il senso primo della grande letteratura. Egli non accettava l'idea di una letteratura nata da se stessa, gioco erudito e concettuale di quegli "adoratori d'ogni antichità", che si compiacevano, snobisticamente, di parlare a pochi. Egli voleva che l'arte ritornasse all'uomo, di cui è il linguaggio più alto. Goldoni aspirava a sedurre con le proprie commedie il mondo, come la Mirandolina de La locandiera e il suo brindisi: "Che brindisi misterioso è questo? Ah, maledetta, ti conosco. Mi vuoi abbattere, mi vuoi assassinare. Ma lo fa con tanta grazia! Ma sa come insinuarsi... Diavolo diavolo...".
6. CARLO GOLDONI (1707 - 1793)
La Locandiera,
Scena VIII
Cavaliere Il povero Marchese è pazzo.
Mirandolina Se a caso mai la bile gli facesse male, ha portato via la bottiglia per ristorarsi.
Cavaliere E' pazzo, vi dico. E voi lo avete fatto impazzare.
Mirandolina Sono di quelle che fanno impazzare gli uomini?
Cavaliere (con affanno) Sì, voi siete...
Mirandolina (s'alza) Signor Cavaliere, con sua licenza.
Cavaliere Fermatevi.
Mirandolina (andando) Perdoni; io non faccio impazzare nessuno.
Cavaliere Ascoltatemi. (S'alza, ma resta alla tavola).
Mirandolina (andando) Scusi.
Cavaliere (con imperio) Fermatevi, vi dico.
Mirandolina (con alterezza, voltandosi) Che pretende da me?
Cavaliere (si confonde) Nulla. Beviamo un altro bicchiere di Borgogna
Mirandolina Via Signore, presto, presto, che me ne vada.
Cavaliere Sedete.
Mirandolina In piedi, in piedi.
Cavaliere (con dolcezza le dà il bicchiere) Tenete.
Mirandolina Faccio un brindisi, e me ne vado subito. Un brindisi che mi ha insegnato mia nonna.
Viva Bacco, e viva Amore:
L'uno e l'altro ci consola;
Uno passa per la gola,
L'altro va dagli occhi al cuore.
Bevo il vin, cogli occhi poi...
Faccio quel che fate voi. (Parte)
Scena IX
Cavaliere Bravissima, venite qui: sentite. Ah, malandrina! Se n'è fuggita. Se n'è fuggita, e mi ha lasciato cento diavoli che mi tormentano.
Servitore (al cavaliere) Comanda le frutta in tavola?
Cavaliere Va al diavolo ancor tu. (Il Servitore parte). Bevo il vin; cogli occhi poi, faccio quel che fate voi? Che brindisi misterioso è questo? Ah, maledetta, ti conosco. Mi vuoi abbattere, mi vuoi assassinare. Ma lo fa con tanta grazia! Ma sa così bene insinuarsi... Diavolo, diavolo, me la farai tu vedere? No, anderò a Livorno. Costei non la voglio più rivedere. Che non mi venga più tra i piedi. Maledettissime donne! Dove vi sono donne, lo giuro, non vi anderò mai più. (Parte).
Testo e ricerche Luigi Borgo - copyright Santa Margherita S.p.a.
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