Con Saskia e Rembrandt col bicchiere di vino del Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, olio su tela di Rembrandt van Rijn (1606 - 1669) ritorniamo agli autoritratti. Siamo tra il 1632 e il 1642. Rembrandt vive con la giovane Saskia il momento più intenso della sua vita affettiva e artistica. Tutto gli va per il meglio. Il dipinto ne è un documento cristallino. Forse siamo a una festa. La festa non si vede, sta, rispetto a noi, al di là delle figure. Saskia e Rembrandt pare che si siano accorti di noi e che di scatto si girino per brindare alla nostra salute. Lei è altera, quasi a chiedersi chi siamo; lui è felice e sicuro della propria felicità. E' così entusiasta della propria vita, della donna che ama, della propria carriera, di se stesso, che vorrebbe che tutti gli uomini lo fossero. Nessuno sa essere generoso come l'uomo veramente felice. Poche opere hanno un messaggio altrettanto positivo. Osserviamo un particolare. Il bicchiere che Rembrandt alza al suo e al nostro futuro è il bicchiere più grande mai ritratto in un brindisi. Credo che sia un segno, un'indicazione della sua gioia, la misura del suo brindisi a noi. Nel Ritratto dell'artista in veste di bevitore di Alexis Grimo l'influenza di Rembrandt è evidente. Tuttavia il messaggio è diverso: al volto gioioso di Rembrandt subentra il volto ebbro di Grimo, al brindisi per noi, il brindisi a se stesso.
Testo di Luigi Borgo - copyright Santa Margherita S.p.a.
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