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La scelta del vino

La cosa che ogni gourmet spera di trovare in un ristorante oltre ad uno stuzzicante menu è una interessante carta dei vini. Quest’ultima è un indice di professionalità e di attenzione verso il consumatore che va al ristorante non per solo appetito ma per incontrarsi con gli amici e per divertirsi attraverso i sapori della buona tavola. La carta deve contenere i vini elencati secondo un ordine razionale (vini spumanti, vini bianchi, vini rossi, vini da dessert) possibilmente con indicazioni specifiche della zona d’origine, del nome del produttore, dell’annata, del vitigno, ecc. In mancanza di tempo, e soprattutto di pazienza, si può sempre ricorrere al cameriere o ancora meglio al sommelier. Quest’ultimo è una figura importantissima, ultimo ambasciatore del mondo del vino e delle sue variopinte sfaccettature. Inoltre per lui sarà un vero piacere raccontare della sua cantina e dei vini che gelosamente ha accantonato. Il vostro interesse per lui sarà molto gradito e vi permetterà sicuramente di ricevere tutte le informazioni necessarie.

Lasciarci consigliare è quindi il modo più semplice per scegliere un vino ma ancor più divertente è scoprire continuamente abbinamenti, sapori e profumi che il panorama enologico e gastronomico del locale ci offrono. La scelta inoltre dipende anche molto dal piatto ordinato, dalle situazioni, dal nostro umore, dalla compagnia e perché no anche dai prezzi.

Oggi sempre più spesso ci vengono proposti vini del territorio in abbinamento con le specialità del luogo ed in alcuni casi molto opportunamente offrono la possibilità del servizio a bicchiere. Questo ci permette di poter assaggiare più vini e di poter così assecondare le particolari sfumature delle ricette.

Nel caso poi in cui assaggiando il vino non lo trovassimo corrispondente alle nostre aspettative chiediamo senza esitazione l’aiuto del sommelier. Ricordiamoci sempre che la tavola è il simbolo della piacevolezza e della convivialità; non permettiamo quindi che un vino difettoso rovini magari un incontro importante.

Il vino trova la sua massima valorizzazione nella funzione di ministro (cioè servitore) della tavola, grazie alla naturale capacità, quando correttamente scelto, di animare il cibo senza risultare né invadente né arrendevole, pulendo la bocca fra un boccone e l'altro ravvivando, così, il desiderio del boccone successivo.

Se il criterio della soggettività nella scelta degli abbinamenti è fuori discussione, altrettanto assodato è il fatto che determinati matrimoni risultano più riusciti di altri e più di altri stimolino il piacere del buon vivere. A tale scopo diamo qui una indicazione di massima sui possibili criteri di selezione dei vini in funzione del cibo da accompagnare, portando ad esempio alcuni casi classici di accostamento, nella convinzione, che, comunque, anche a causa dell'imprevedibile manifestazione sensoriale di molti cibi, fantasia e ingegno personali possano arrecare ulteriore interesse e godimento nell'abbinamento cibo-vino.

 

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