Dimmi che terreno hai e ti dirò quale vitigno meglio si adatta: è una regola che i viticoltori conoscono da tempo come dimostrano le tradizioni vitivinicole di ogni regione. Premesso ciò va detto che la vite è in grado di adattarsi a tutti i tipi di terreno. Disturbiamo Mario Fregoni, ordinario di Viticoltura all'Università Cattolica S.C. Piacenza, uno dei "nomi" più importanti nel settore vitivinicolo italiano, che ha così sintetizzato e semplificato la correlazione tra terreno e vino:
- i terreni ciottolose-permeabili producono vini di qualità, alta gradazione alcolica, fini e intensamente profumati;
- da terreni sabbiosi si ottengono vini eleganti, delicati, profumati, di minore struttura, da consumarsi giovani;
- da terreni tendenzialmente argillosi si ottengono vini ricchi di estratto, morbidi, di buona acidità e serbevoli;
- i terreni pesanti e molto argillosi danno sì vini ricchi di estratto, aromatici e intensamente colorati, ma spesso disarmonici e grossolani;
- i terreni umidi producono vini di bassa gradazione, molto acidi, ricchi di sostanze proteiche;
- i terreni calcarei, fra i quali includiamo anche quelli marnosi, ricchi di sali minerali, e le terre rosse, generano vini di ottima qualità, molto alcolici, di buona struttura, di bassa acidità e profumati (e, se da marne, particolarmente sapidi);
- i suoli ricchi di humus non presentano particolari pregi, danno vini grossolani, instabili, poveri di estratto;
- i terreni acidi danno origine a vini fini, delicati, sapidi, anche se non eccessivamente ricchi di corpo e di colore.
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